mercoledì 18 ottobre 2017



RECENSIONE: BLADE RUNNER 2049






 Dopo aver letto millemilla commenti dei Blade Runner-fans che gridavano alla lesa maestà, sono entrata in sala temendo di assistere a uno spettacolo deprimente e banale.
Invece il film mi è piaciuto, e anche molto.

L’agente Kappa continua il lavoro del suo predecessore Deckard, ovvero stermina Replicanti vecchio modello ancora in giro nel 2049. Los Angeles è sempre martoriata da una pioggia incessante, le sue vie pullulano di personaggi di ogni genere e campeggiano ovunque ologrammi giganti (v. Ghost in the Shell). Kappa vive proprio con una domestica/ologramma, Joi, ma il loro legame appare da subito andare oltre il rapporto elettrodomestico-utilizzatore.

Un giorno viene rinvenuto lo scheletro di un Replicante che contiene una scoperta sensazionale, e Madame, la capa poliziotta (umana) di Kappa, lo incarica di risolvere la situazione al più presto, perché le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. Questa inchiesta lo porterà a indagare anche su sé stesso e sul proprio passato, mettendo in dubbio tutta la sua vita.

Mi unisco alla schiera di coloro che hanno detto che questo sequel è un omaggio al primo film, e aggiungo che non lo è solo per le atmosfere, realizzate anche grazie a una fotografia eccellente, ma soprattutto per la tematica che è poi il cuore dell’opera: un’indagine su cosa sia umano e cosa non lo sia, su quali basi e principi possiamo effettuare questa divisione.
Il tema è stato ripreso anche da altre opere sci-fi, tra cui Battlestar Galactica; e…


SPOILER!


L’idea del Replicante che partorisce è così simile a ciò che avviene alla Cylona Athena proprio in Battlestar Galactica…


FINE SPOILER!


Il regista Villeneuve dilata i tempi per permettere allo spettatore di venire assorbito pienamente nella storia, nel luogo e nel tempo. Con questo non sto dicendo che il film è lungo e palloso, bada ben!, sto suggerendo che non è un action movie o un film di supereroi dove tutto è frenetico; una decina di minuti si potevano anche tagliare (dura 2h e 40!), ma anche così com’è non ci si annoia. Le scene d’azione sono comunque presenti, alternate a altre in cui immagina, si riflette, ci si meraviglia di quello che si sta vedendo, e ci si commuove pure.


SPOILER!


La scena d’amore tra K e Joi è davvero struggente… (sospiro).


FINE SPOILER!

Villeneuve è stato anche capace di inserire alcune trovate molto originali, che non spiattello per non spoilerare troppo; dico solo che c’è anche uno spezzone del vecchio film…

La storia è molto “spiegata”, a un certo punto anche in maniera didascalica direi, ma riesce in pieno ad appassionare lo spettatore nel susseguirsi delle vicende e dei colpi di scena, che non mancano; nonostante ciò,alla fine del film rimane il dubbio che qualcuno possa aver mentito, o non detto tutta la verità, lasciando ampio spazio per un sequel.

La fotografia è da premio Oscar: il DOP Roger Deakins (sì, l’ho cercato su Google, embè?...) è stato fenomenale nel riprodurre le atmosfere dell’originale. Buona parte hanno avuto anche il team del trucco e parrucco (c’è un personaggio acconciato uguale a Rachel, e non è un caso…) e i costumisti (questi ve li cercate, se proprio ci tenete a sapere come si chiamano :-P), bisogna ammetterlo.
La colonna sonora è all’altezza, così come il montaggio.


Passando agli attori, a me Ryan Gosling non piace proprio, che devo dire? Che se la cava? A mio parere qualcun altro avrebbe fatto meglio, ma non so essere obiettiva a riguardo. Per il resto del cast non ho nulla da eccepire. Harrison Ford è sempre sul pezzo, Ana de Armas molto graziosa e nel personaggio, Jared Leto bene, come la Robin Wright.


SPOILER!


Ormai Harrison Ford sembra essere pienamente a suo agio nel ruolo del padre poco consapevole… eheheheh!...
  


FINE SPOILER!


Come sequel credo che sia uno dei migliori della storia del cinema; per concludere affermo senza ombra di dubbio che i detrattori di questo film lo criticano per partito preso e per fare gli snobboni sapientoni. Già lo criticavano prima dell’uscita, solo per il fatto che qualcuno avesse osato fare un sequel di Blade Runner! Con questo non voglio dire che debba per forza piacere a tutti, ma denigrarlo solo per il fatto che hanno osato fare un sequel che non potrà mai essere all’altezza del primo film mi pare proprio una sciocchezzuola.

Detto ciò,io consiglio il film anche ai fans di vecchia data, anzi soprattutto a loro; chi non ha visto il primo film non so quanto possa capirci.
   






  

giovedì 12 ottobre 2017


               Recensione: Romanitas





 Autrice: Sophia McDougall
Genere: Ucronia
Editore: Newton Compton
Anno: 2005
Pagine: 550
Link ebook: Amazon


2757 a.u.C, l'Impero Romano vive ancora. 

Corre l'anno 2757 dalla fondazione di Roma. L'impero romano non è mai crollato, ha esteso il suo dominio lungo tutti i secoli fino ai giorni nostri; oltre i suoi confini adesso sono soltanto l'impero cinese, Nionia (il Giappone) e il regno d'Africa. E non si tratta di confini pacificati. Uno schiavo è in attesa di essere crocifisso; una giovane donna disperata, con il dono di leggere i pensieri altrui, cammina a passi misurati per le vie di Londra; una banda di fuggiaschi si nasconde sui Pirenei, mentre su schermi giganti situati in ogni città il mondo assiste al funerale della coppia più prestigiosa della famiglia imperiale. Soltanto un integerrimo ufficiale dubita che le morti del fratello dell'imperatore, un eroe di guerra, e della sua bella e carismatica moglie siano accidentali. Il sedicenne erede al trono sta per venire a conoscenza di un segreto che minaccia la sicurezza della più grande potenza della Terra - e la sua stessa vita. Questo è l'impero romano. Oggi.


Ebbene sì, so che non ci crederete ma ho letto un malloppone di 550 pagine, nonostante come sapete in genere evito libri troppo lunghi: non ho potuto però resistere a un ucronico che s’intitola “Romanitas” , con tanto di cover con tre croci che svettano su una città moderna (Londra).
E non me ne sono pentita, anche se ammetto che quando ho scoperto che si tratta di una trilogia la tentazione di sbattere la testa al muro è stata forte…



I protagonisti di questo romanzo sono tre. Uno è Marco Novio, erede al trono imperiale, che a causa di un complotto a suo danno è costretto a fuggire: hanno infatti tentato di assassinarlo, e il giovane, i cui genitori sono morti in un incidente d’auto, scappa. Sulla famiglia dei Novii tra l’altro grava una maledizione : molti dei suoi membri infatti sono destinati alla follia. Sulla sua strada incontra due fuggiaschi, Una e Sulien, fratello e sorella dotati di particolari poteri: lui è un guaritore, lei ha poteri psichici. Sulien era stato condannato alla crocifissione per un delitto che non ha commesso, le origini di lei sono più misteriose. I due non sanno inizialmente che Marco è l’erede al trono, e insieme si dirigono in un luogo segreto in cui si rifugiano gli schiavi fuggiaschi.
Da qui si dipana una trama ricca di personaggi, azione, sentimenti e qualche colpo di scena nel finale.
Ciò che ho apprezzato di più di questo romanzo è la capacità che ha avuto l’autrice di ideare un mondo in cui “l’impero romano vive ancora”,  come recita il sotto-titolo del libro, mondo coerente con l’essenza della romanità del titolo e quindi credibile. Siamo nel 2757 a.U.c., quindi nel 2004 d.C.  l’Impero ha conquistato gran parte del mondo conosciuto,  si è evoluto tecnologicamente non come il nostro ma si può definire contemporaneo: abbiamo il long dictor, ovvero il telefono (ma non il cellulare), il long vision cioè la televisione, l’elettromagnetismo per far funzionare macchine, automobili e treni, ma perdurano la schiavitù e le crocifissioni.

Da dove è partita la divergenza di questo mondo dal nostro? Il fulcro del concetto di ucronia è proprio questo: a un certo punto la storia prende una piega diversa da ciò che è successo nella realtà, quindi gli avvenimenti che si susseguono sono divergenti da quelli che conosciamo. L’aurice stessa, alla fine del libro, ci fornisce la risposta, mostrandoci una breve storia del “suo” Impero romano. 
Nel 192 d.C. dopo l’assassinio di Commodo, venne eletto Pertinace, un uomo virtuoso che fu ucciso dopo poco dai Pretoriani; qui, nel "suo" mondo,  il complotto viene invece scoperto, e Pertinace continua a regnare sistemando le falle che Commodo aveva creato con la sua dissennatezza nell’Impero, e così la storia prende una piega del tutto diversa: dotata di nuova linfa, Roma continua la sua espansione, la setta dei cristiani non prende piede e si arriva così all’oggi.
Tutto ciò presuppone una grande conoscenza della storia romana da parte dell’autrice, molto studio e preparazione, nonché una bella dose di inventiva per creare i nomi geografici che avrebbero le terre al giorno d’oggi se fossero state romanizzate: ad esempio il Giappone è Nionia, mentre l’America Terranova.
I personaggi sono tutti ben delineati, anche troppo: la McDougall non lesina in descrizioni minuziose dei loro sentimenti e dei loro pensieri, a volte a mio parere in modo eccessivo. Ci sono anche descrizioni fisiche esagerate: una intera pagina per descrivere Dama, uno dei personaggi che i tre protagonisti incontrano a metà romanzo!
La parte iniziale e quella finale sono appassionanti, mentre quella centrale l’ho trovata troppo lunga e prolissa: con meno pagine e meno lungaggini il ritmo sarebbe stato più elevato.
Lo stile è accattivante, ma a volte l’autrice scivola troppo nel tell anziché nello show, spiegonandoci troppo soprattutto riguardo a cosa provano e pensano i personaggi, più che sugli avvenimenti in sé, inoltre si hanno delle lungaggini; la McDougall fa anche un eccessivo uso di avverbi di modo e di corsivi per far risaltare alcune parole.

Riguardo l’edizione cartacea che ho letto, la cover è di grande impatto e non ci sono refusi nel testo. Ottima l’idea di inserire un albero genealogico all’inizio, in quanto nelle prima pagine si fa confusione col nome dei personaggi della famiglia imperiale, e di inserire alla fine note di autrice e traduttrice per spiegare le loro scelte riguardo la terminologia e la traduzione.
Alcuni errori credo siano da attribuire alla traduzione italiana più che all’autrice, come l’uso del “lei” per rivolgersi ai componenti della famiglia imperiale: i Romani non si davano del lei! Come non chiamavano l’imperatore maestà o altezza, bensì Cesare, per non parlare dei chilometri: si usavano le miglia! Questi dettagli quindi non sono stati curati a sufficienza, ma ripeto, non so se è colpa della scrittrice o della traduttrice.
Il romanzo, come dicevo all’inizio, è il primo di una serie di tre, “Roma brucia” e “Il sangue di Roma” : sono curiosa di sapere come si evolverà la vicenda e di certo li leggerò, anche se sono tomi di circa 600 pagine e quindi so che mi aspettano altre lentezze.
Consiglio il libro agli amanti del genere ucronico e  della storia romana  che non si lascino scoraggiare dalle lungaggini.








sabato 7 ottobre 2017


Concorso poetico-fotografico: Finestre sul mondo






L'associazione Licenza Poetica indice la IV edizione del concorso poetico-fotografico edizione 2017-2018, e il tema prescelto è :  "Finestre sul mondo".

Ci saranno   2 sezioni:


Sezione A – poesia e fotografia;
Sezione B – racconto breve di massimo 1800 battute spazi compresi e fotografia.

Qui potete scaricare il Bando completo.
La scadenza per l’invio delle Opere è fissata alla mezzanotte del 30 novembre 2017.
Per qualsiasi informazione potete scrivere a: info@licenzapoetica.com. 
La premiazione si terrà sabato 24 marzo 2018.
Vediamo i punti salienti.
Le opere, poesia o racconto breve, dovranno essere rigorosamente inedite, e corredate da una foto scattata preferibilmente dall'autore stesso, ma è possibile anche avvalersi di un collaboratore.
Le opere andranno spedite all’indirizzo di posta elettronica info@licenzapoetica.com con le seguenti modalità:
- oggetto della e-mail: FINESTRE SUL MONDO.
- file contenente la poesia e/o racconto (compreso il titolo) e la fotografia partecipante al concorso senza alcun segno identificativo tramite file modificale (preferibilmente .doc);
- allegato, in formato jpg, della fotografia di qualità media/alta;
- un file (in qualsiasi formato) contenente: i dati anagrafici dell’autore/i (nome, cognome, età, luogo di residenza, contatto telefonico, indirizzo e-mail, se diverso da quello con cui si è inviato il materiale); una brevissima nota biografica (non più di cinque righe); la dichiarazione di paternità dell'elaborato e la conferma che sia inedito; l’autorizzazione a pubblicare le proprie opere nell’antologia del Premio, qualora fossero ritenute idonee, senza nulla pretendere a nessun titolo.
Per qualsiasi informazione potete scrivere all’indirizzo e-mail dell’Associazione: info@licenzapoetica.com.
Le Opere in Concorso verranno premiate il giorno 24 Marzo 2018, in occasione dei festeggiamenti della Giornata Mondiale della Poesia.
Il Comitato organizzatore contatterà gli Autori finalisti entro e non oltre il 15 Febbraio 2018. La rosa dei finalisti verrà resa nota sul sito ufficiale dell’associazione, sulla pagina facebook e tramite e-mail. L’ordine della classifica sarà svelata la sera stessa dell’evento, di cui verrà tempestivamente fornito il volantino via posta elettronica.
Mi raccomando, ci intende partecipare scarichi il bando completo al link soprastante!
Vi ricordo che la vostra autrice e blogger Alessandra Leonardi (moi) ha partecipato all'edizione precedente, ed è stata selezionata nell'antologia Prospettive differenti con la combo poesia+foto "Angelo barocco". L'antologia è disponibile sul sito dell'Associazione.


Articolo qui: Prospettive differenti 

Amici scrittori e poeti nonchè fotografi: partecipateeeee!

lunedì 2 ottobre 2017


    Anteprima: Cesare il Conquistatore 



Genere: storico-fantasy, mitologico, ucronico
Autore: Franco Forte
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Data di uscita: 3 ottobre 2017
Pagine: 324
Prezzo di copertina (carteceo): € 19,50


Il 3 ottobre 2017 uscirà il nuovo romanzo di Franco Forte, "Cesare il conquistatore-Alle sorgenti della vita", seconda parte della saga  "Cesare, Oltre i confini del mondo".




Di seguito la sinossi: 




CESARE IL CONQUISTATORE
Torna la saga che fa rivivere Giulio Cesare

Giulio Cesare non è morto
Giulio Cesare è tornato a combattere


Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l'intento di esplorare le terre oltre i confini dell'impero per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna.
Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole tornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.

Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell'immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell'avventura, si è risolto in una cocente sconfitta.

Ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l'unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell'Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo.
Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l'ingresso all'Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.


Qualche nota sull'autore, Franco Forte




L'autore
Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Gialli Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato i romanzi Cesare l'immortale, Caligola – Impero e Follia, Il segno dell’untore, Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti. Il suo sito: http://www.franco-forte.it/




domenica 1 ottobre 2017


100 thousand Poets for change 2017





Anche quest'anno nel mese di settembre è stato organizzato l'evento mondiale "100 thousand Poets for change".
Il concorso per poeti italiani, organizzato da Agnese Monaco, si è tenuto il 30 settembre a Roma presso un locale di Via Eurialo dalle ore 16.
L'organizzatrice ha selezionato le migliori tra le oltre 1300 poesie arrivate; i poeti scelti sono stati invitati a declamare la loro opera davanti a una giuria di esperti che hanno decretato i vincitori.
Le poesie scelte andranno a far parte di un'antologia il cui ricavato andrà a favore di un' associazione animalista.




La sottoscritta non ha partecipato al contest; partecipa all'evento online con la videopoesia "C'è il mare", disponibile dal 29 ottobre su Youtube.

Magari l'anno prossimo parteciperò anche al contest!





venerdì 29 settembre 2017



Recensione: Valerian e la città dei mille pianeti




Mentre in tutta Europa e negli Usa l’ultima fatica di Luc Besson è uscita a luglio, qui da noi è  arrivata ora, a fine settembre, perché in Italia d’estate si va al mare e quindi niente cinema. Passatemi l’incipit polemico, daiiii! Ci sta !

Valerian è tratto da una serie di fumetti francese, iniziata nel lontano 1967 e terminata nel 2010, amatissima da Luc Besson; serie che non conoscevo e quindi non ho letto, ergo sono impossibilitata a fare paragoni.


La scena iniziale del film è di quelle memorabili : negli anni ’60 viene lanciato un modulo nello spazio dagli Usa, e pian piano si uniscono tutte le altre nazioni, poi altri pianeti, finché diventa un’ enorme agglomerato che viene espulso dall’orbita terrestre, secoli dopo. I vari passaggi sono rappresentati dalla stretta di mano tra i vari equipaggi, il tutto sottolineato da “Space oddity” di David Bowie: questa scena vale da sola il prezzo del biglietto, ma non dico che dopo questi 5 minuti potete anche uscire, no, dai, date una possibilità alla più grande produzione fantascientifica europea di sempre! Checché ne dicano, c’è molto da salvare!
Siamo nel 2750 e rotti. Valerian e Laureline sono due agenti in missione per il ministero della Difesa terrestre, e devono recuperare un qualcosa di unico su un pianeta polveroso. Dovranno poi consegnarlo proprio su Alpha, l’agglomerato di cui sopra, al comandante Arun Flitt (Clive Owen) che li manda poi in missione nel nucleo della nave, dove c’è un’oscura minaccia. In precedenza avevamo assistito alla fine degli alieni ecologisti Pearls, a causa della distruzione del loro idilliaco pianeta e Valerian ha avuto una visione riguardo a questo avvenimento.
Besson, c’è da dirlo, non è un grande sceneggiatore: molti dialoghi sono scontati, le scene comiche ogni tanto scivolano in farsa, colpi di scena ce ne sono pochissimi, ma qualcuno molto carino.
Riguardo i personaggi, il protagonista, Valerian (Dane de Haan; a proposito: ma al trucco avevano finito il copriocchiaie?) , sparisce a fianco della partner Laureline (Clara Delevigne) , orribile quel sopracciglione nero in contrasto con la chioma bionda) essendo lui un po’ insulso e lei troppo spaccona, nonché saccente: mi ha fatto proprio antipatia. Lui ci prova con lei, lei ovviamente non ci sta, ma la tensione tra i due è veramente bassina… e i dialoghi tra i peggiori del film.  Il cattivo interpretato da Owen è banale, si sgamano subito intenzioni e retroscena. Ci sono un paio di cammei apprezzabili: Rutger Hauer che fa una comparsata iniziale e soprattutto Rihanna, le cui scene sono tra le migliori della pellicola.
Detto così questo film sembra una schifezza, invece no: la pellicola deve sì molto  a Guerre stellari (pianeti polverosi, esserini buffi, il Mercante che sembra Jabba, e soprattutto le molteplici razze dell’universo), Star Trek (peace and love), Avatar (gli alieni ecologisti Pearls sono del tutto simili a quelli di Cameron, quelli magari erano più attivi, questi invece passano le giornate a raccogliere perline e stiracchiarsi) , ma tutto ciò ci sta benissimo.  Adesso va di moda l’operazione nostalgia e il senso di deja-vu fa piacere allo spettatore più esperto; i più giovani, che sono il target ideale per il film, apprezzeranno il tutto come se fosse (quasi ) una novità. Inoltre, il prodotto può tranquillamente confrontarsi coi filmoni Marvel, perché CGI e effetti speciali sono perfettamente all’altezza. Ci sono poi delle ottime trovate, tra cui quella del pianeta il cui mercato è in un’altra dimensione e si può vedere solo con uno speciale visore, e altre scene cult non mancano, così come abbondano l’azione e il senso di meraviglia di fronte alla ricchezza dell’Universo e delle sue razze immaginate dagli autori. Non è mai noioso, e con più di due ore di film non sempre è facile.
Si può quindi vedere senza pretendere troppo in termini di novità, lasciandosi catturare dalle immagini e dal ritmo, magari divertendosi a scovare citazioni e fonti d’ispirazione.

Per chi fosse interessato, l’intera opera a fumetti è in edicola dal 21 settembre insieme alla Gazzetta dello sport, 11 numeri a € 9,99 l’uno.  






mercoledì 27 settembre 2017



          COVER  REVEAL: BERSERKR




Ci siamo!!! Questa è la cover del prossimo romanzo di Alessio Del Debbioin uscita a novembre 2017 in occasione del Pisa Book Festival e in anteprima alla Fiera del Libro di Francoforte, a cui la casa editrice Dark Zone è stata invitata a rappresentare l’Italia.
La copertina è stata realizzata da Livia De Simone.


Scheda del libro:

Titolo: Berserkr
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Dark Zone Edizioni
Genere: urban fantasy
Pagine: 240

Trama: Berlino, inizio del terzo millennio. La Guerra Calda è finita, gli Accordi dell’89 sono stati firmati e la città è stata divisa in sette zone, ciascuna assegnata a una delle antiche stirpi. All’interno della ringbahn vivono gli uomini, protetti dalla Divisione, incaricata di mantenere la pace e impedire sconfinamenti e scontri tra le stirpi. Misteriosi omicidi, provocati da sconosciute creature sovrannaturali, iniziano però a verificarsi in tutta la città, rischiando di frantumare il delicato equilibrio raggiunto. La Divisione incarica Ulrik Von Schreiber di indagare, aiutato dal pavido collega Fabian, ben sapendo quanto abbia a cuore il mantenimento della pace. Ma Ulrik non è soltanto un cacciatore, incarna lo Spirito Protettore della Città, l’Orso di Berlino, che non attende altro che liberare la propria furia.

La copertina mostra tre elementi fondamentali del romanzo: il protagonista, Ulrik Von Schreiber, l’orso (che spunta alle sue spalle) e ovviamente Berlino, l’ambientazione del romanzo, che non è soltanto mero sfondo bensì luogo pulsante di ansie e conflitti tra le sette stirpi.

Non ci resta che aspettare novembre per immergerci nel nuovo mondo fantastico scaturito dalla fervida mente di Alessio Dl Debbio!