venerdì 15 settembre 2017



Recensione: il fumetto “Roma, la nascita della città eterna”






Autori: Adam, Boisserie,Chaillet,Convard,Erbetta, Penet
Editore: Mondadori comics
Collana: Historica, 38° volume
Genere: Storico mitologico, fantasy, avventura
Prezzo di copertina: € 12,99


La maledizione
1250 a.C., nella città di Troia assediata dagli eserciti greci, il grande sacerdote Aquilon e il generale Leonidas condividono un terribile segreto che riguarda l’origine del Palladio, un simulacro della dea Atena. Senza la sua
protezione, la loro orgogliosa città è destinata a cadere e quando ciò avviene il fuggitivo Enea porta con sé il Palladio attraverso il mare, fino alla terra dove la sua stirpe fonderà una città, a volte protetta altre maledetta dagli dei: Roma! Dopo mille anni, Roma è ormai una delle potenze del Mediterraneo e solo Cartagine si contrappone alla sua egemonia.

Vincere o morire
Nel 217 a.C., il generale Annibale guida il suo esercito fino in Italia, dove sconfigge a più riprese le legioni romane. Toccherà ancora una volta affidarsi al potere del terribile simulacro per respingere l’Africano e far sì che la Città Eterna non venga espugnata!
La nascita di Roma, caput mundi, sospesa tra storia, miti e leggende.


Questo volume a fumetti è stata per me un’enorme sorpresa. Quando l’ho trovato in libreria l’ho preso d’impulso, pensando di aver trovato un fumetto puramente storico, seppur romanzato: invece si tratta di uno storico- mitologico, in cui la fantasia, le leggende, le apparizioni divine,  maledizioni varie e eroi noti e meno noti s’intrecciano ai fatti storici, mandandomi in visibilio.
Ho  scoperto anche  che si tratta di un primo volume, a cui ne sarebbe dovuto seguire un secondo,  ma ancora non se ne sa nulla a due anni dall’uscita del primo, avvenuta nel 2015: speriamo che si sbrighino!...

Il volume cartonato è diviso in due parti: nella prima scopriamo come durante la guerra di Troia una maledizione sia ricaduta sul famoso Palladio, il simulacro di Pallade scolpito dalla dea Athena, in possesso della città di Troia, portando con sé morte e distruzione.
Protagonisti sono due Troiani, Aquilon (nome poco greco), un sacerdote, e Leonidas (qui poca fantasia! dai, Leonidas... ), un generale, che sposano due misteriose e bellissime fanciulle.  I due nascondono un terribile segreto riguardante il Palladio stesso, il simulacro che protegge la città, e per questo vengono maledetti. Da chi, non ve lo spoilero!


La storia ha ottimo ritmo e diversi colpi di scena;  accurati disegni accompagnano il dipanarsi della trama, molto fantasiosa anche se a tratti poco lineare, specie per quel che riguarda il volere della divinità che appare a un certo punto. Ma è sempre chiaro il volere degli dei? No, e quindi anche se è poco coerente ci possiamo stare.
I personaggi mitologici più noti che appaiono sono Agamennone, Ulisse, Enea e Cassandra: costei è ritratta come una vecchia profetessa mezza pazza e seminuda, in realtà era una sacerdotessa di Apollo, una principessa bella e giovane. Gli altri li trovo tutti ben rappresentati. Molto bello il cavallo di Troia e le vignette riguardanti l’assedio.




Questa storia mi è stata anche d'ispirazione per completare un mio racconto, al momento ancora inedito ma che spero sarà pubblicato quanto prima!

 Molto avvincente  anche la seconda storia, ambientata molti secoli dopo, nel 217 a.C. a Roma, quindi durante le Guerre Puniche.
I protagonisti sono i discendenti dei due troiani:  Furio Leonio, Pontefice Massimo e senatore e Marco Aquilia, legionario. Notare i nomi che discendono da quelli dei loro trisavoli ellenici...
La storia, ben articolata, è incentrata sul tradimento di Leonio che cospira con Annibale, e sulla solita maledizione che grava sulle due famiglie, risalente a secoli prima. Ci sono poi le Vestali, tra cui Elena, la figlia di Leonio, che è innamorata di Marco e vari altri personaggi, tra cui quelli storici: Annibale stesso in primis, e anche Flaminio, il comandante delle truppe romane. Per gli amanti delle battaglie, viene anche rappresentata la storica battaglia del Trasimeno.


Anche per questo racconto i disegni sono di altissima qualità, così come la ricostruzione storica di personaggi, eventi e sfondi; l’unica toppa riguarda le Vestali, che vengono rappresentate numerose e tutte sui vent'anni, tranne la Maggiore che è molto vecchia: in realtà erano solo sei, e non potevano avere più di quarant’anni perché il loro mandato durava trent’anni e iniziava quando erano bambine. Ma anche questi sono dettagli che non interessano per la storia, l'intreccio regge ed è ricca di colpi di scena. 
Nella tavola finale assistiamo all’avvento di Giulio Cesare, con un bel salto temporale.

L’edizione è molto curata, bella la cover con le illustrazioni di entrambe le storie e interessante l’introduzione di Sergio Brancato; alla fine del volume troviamo disegni e tavole preparatorie o inedite dei disegnatori, tra cui l’italiano Luca Erbetta.

Che altro aggiungere? Non resta che attendere il secondo volume, e magari nel frattempo consolarsi con qualcuno dei numerosi titoli di questa interessante collana. Davvero una piacevole scoperta!





sabato 9 settembre 2017


EWWA presenta: Obiettivo donna, quando la violenza è di genere.









Il 1 ottobre 2017, presso la splendida cornice della Sala Nobile del Palazzo Comunale di Nepi (VT), Piazza del Comune 1,  si svolgerà un importante evento patrocinato da EWWA: dibattiti, approfondimenti e presentazione di antologie sul tema della violenza di genere; seguirà un workshop di scrittura creativa: "Obiettivo donna, quando la violenza è di genere".

Cos’è EWWA, acronimo di 
European Writing Women Association? 
Leggiamo dal loro sito:
 


L'associazione  EWWA è un'associazione senza scopo di lucro, 
fondata il 23 settembre 2013, 
con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo creativo, culturale e 
professionale dei suoi membri. 
L'idea è nata durante l'edizione 2012 del 
Women's Fiction Festival di Matera in Italia, 
e EWWA è stata costituita esattamente un anno dopo.

L'associazione è stata fondata da un gruppo di donne che lavorano nel settore editoriale - sceneggiatori, redattori, giornalisti, traduttori, interpreti, blogger, scrittori di fantascienza, ricercatori e esperti nella comunicazione culturale - e ha lo scopo principale di promuovere la solidarietà professionale e creativa tra donne in Europa che sono attive in questo campo.

EWWA offre una rete per la diffusione di strumenti operativi efficaci per i propri membri e supporta competenze attraverso la condivisione di esperienze e pratiche diverse e una rete di contatti e scambi tra professionisti operanti in tutte le filiali dell'industria editoriale. Attraverso la collaborazione dei suoi membri e la condivisione di progetti, esigenze e problemi, l'EWWA mira a offrire un valore aggiunto attraverso connessioni di interessi e di esperienza, fornendo supporto che finora in Italia non è stato disponibile per la scrittura delle donne.

Pertanto non sorprende che dopo un anno dalla sua costituzione l'EWWA ha più di 170 membri e centinaia di sostenitori. Gli eventi tenuti a Milano, Roma e Palermo durante il primo anno rendono chiaro che le donne sono fortemente attratte dalla letteratura scritta da altre donne. Come esempio di questa tendenza: 1084 visite sono state registrate sulla pagina Facebook di EWWA per il lancio del primo workshop dell'associazione a Roma; 1063 "Come" per il primo evento incontro-autore a Milano; 1075 visualizzazioni della pagina "Join EWWA"; e 775 persone su Facebook che seguono regolarmente gli aggiornamenti.

L'apprezzamento degli argomenti e dei servizi offerti da EWWA corrisponde agli interessi di più di 5 milioni di lettori femminili in Italia. Come descritto nel rapporto ISTAT del 2006 "Cittadini e tempo libero", questo demografico è composto da donne lavoratrici di 25-40 anni (70,4%) con un livello culturale medio / alto (60%) e forniscono un consumatore sorprendentemente interessante base per l'industria editoriale italiana. Il potenziale dei numeri è straordinario se si estende oltre i confini italiani per considerare l'Europa, per non parlare degli Stati Uniti (con 32 milioni di donne).


La giornata è stata interamente organizzata dalle scrittrici e blogger Monica Serra e Loriana Lucciarini, fondatrici del polo di Viterbo di EWWA.

Vediamo nel dettaglio la giornata, come descritta nelle locandine soprastanti.

Alle 10 apriranno i lavori la presidentessa di Ewwa, Elisabetta Flumeri, e le organizzatrici Monica Serra e Loriana Lucciarini.
Seguiranno  tavole rotonde e seminari incentrati sul ruolo della donna nella società e sulle conseguenze della violenze nella vita delle donne abusate e sugli strumenti di tutela a disposizione. Interverranno psicologi, sessuologi, esperti in comunicazione, operatrici del centro antiviolenza Be Free, avvocati e altre importanti personalità, tra cui la consigliera comunale di Nepi, con delega alle Pari Opportunità Eliana Gay.
Alle 13,15 ci sarà una prima presentazione dei volumi incentrati sul tema, con possibilità di prenotazione e acquisto.
Il buffet andrà prenotato in anticipo rivolgendosi alla pagina Facebook Ewwa polo di Viterbo, si svolgerà alla caffetteria Dami a Nepi e verrà € 10.
Alle 14,30 riprenderanno i lavori, con la presentazione di quattro antologie sul tema:

Quattro petali rossi, presentata da Loriana Lucciarini, editore Arpeggio Libero.

Eva non è sola presentata da Lorena Marcelli, edito da Elle Emme.






La pelle non dimentica, presentata da Rita Angelelli, casa editrice Le Mezzelane; nell'antologia poetica, vi ricordo, sono presenti anche cinque mie poesie.







Rosa sangue,
 presentata da Francesca Garello, Monica Serra e Luigina Sgarro, edito da  Altrimedia .


Seguirà un incontro su come realizzare antologie solidali a sostegno dei centri antiviolenza.
Tutti gli eventi sin qui descritti sono a ingresso libero.

Dopo un altro break per acquisto copie, si terrà dalle 16.30  alle 18 il corso di scrittura creativa, su prenotazione, tenuto da Andrea Franco: gratis per le iscritte a EWWA, € 10 per le altre.
Durante l’intera giornata sarà possibile iscriversi a Ewwa.

Non mancate!





mercoledì 6 settembre 2017



Recensione : game of thrones    7x7




SPOILERONI !!!




Le recensioni sul Trono  di spade  abbondano, lo so: in tutti i blog/siti che si rispettino c’è almeno un articolo a riguardo, e per questo mi ero astenuta; però ora non posso più tacere ...
Finalmente anche io, che seguo la serie in italiano, ho visto l’ultima puntata della stagione, e ho un quadro completo della situazione.

Mi è piaciuta la settima serie? Sì. Mi è piaciuta perché è successo tutto quello che mi aspettavo. E, no, non mi è piaciuta, per lo stesso motivo.

Quel che ha reso unico il franchise (perché ormai lo è) è stato l’essere imprevedibile: sapere che il tuo personaggio preferito potrebbe morire da un momento all’altro ti ha tenuto attaccato alla poltrona. Invece è successo tutto quel che immaginavo.


La puntata inizia con le forze “alleate” sotto Approdo del Re.
La location dell’arena mi è piaciuta molto, un po’ meno ciò che è accaduto al suo interno: Jonsno’ troppo cretino, l’Estraneo troppo The Walking Dead e il Greyjoy che se la dà a gambe  troppo poco credibile (infatti era una finta).

Gli incontri tra i vari personaggi mi sono piaciuti, anche se Cersei non si capisce perché non uccida Tyrion, avendone l’opportunità.
La regina, come previsto, ha in mente solo di pararsi il culo e mente a tutti, probabilmente non uccide Tyrion per non farsi sgamare dalla controparte.

Il personaggio di Jamie ha una bella evoluzione: cerca di recuperare l’onore perduto convincendo la sorella a essere di parola, rispettare il patto con Jon e Daenerys. Al suo rifiuto, se ne va.  Forse non la ama più, nonostante sia incinta? … Lo vedremo nella prossima stagione con Brienne?...  Shippppp!!!!



E veniamo al re del Nord. Dopo qualche manina e occhiatina e dracarys vari, s’innamora della bella madre dei draghi e si sottomette a lei: tradisce il Nord? O lo salva? Ha anche un confronto con Theon, che perdona un po’ sì e un po’ no per tutte le sue malefatte, convincendolo ad andare a salvare la sorella prigioniera dello zio Euron. Il combattimento di fine livello mi è sembrato abbastanza cretino, sembra che ci abbiano fatto vedere che lui vince perché è letteralmente senza palle (ma Ramsey non gli aveva tagliato solo la …salsiccia? Boh).

Una cosa che non mi aspettavo proprio è stata la morte di Ditocorto.
Le sorelle Stark gli preparano un trappolone: le avevamo lasciate che sembravano quasi sul punto di ammazzarsi tra loro, invece dietro le quinte devono aver tramato a insaputa di tutti contro Lord Baelish. Non trovo molto verosimile che un tale paraculo si sia fatto fregare così e che non abbia avuto un piano di fuga o uomini a lui fedeli, fatto sta che dopo un processo sommario Arya lo sgozza. Non male però la sua faccia mentre Sansa gli elenca tutte le sue malefatte e i suoi intrighi ab initio, scoperti anche grazie al fratello con tre occhi Bran; ecco, forse è stato proprio grazie a lui che le sorelle sono addivenute a più miti consigli e si siano alleate contro Ditocorto. Grazie al resoconto, ci siamo anche ascoltati un po’ di riassunto delle puntate (molto) precedenti, che non fa mai male.




La parte peggiore della puntata, a mio aviso,  è quella che precede il finale.
Bran è nella sua stanza, e arriva Samwell Tarly così, all’improvviso. I due hanno un colloqui scritto davvero coi piedi: com’è possibile che Bran che tutto vede e tutto sa non abbia capito che Jon è un Targaryen original doc, anzi presuma sia un bastardo Sand (perché nato a Dorne)? Non aveva sentito/visto  Lyanna che diceva a Ned il nome del piccolo, Aegon? E neppure che Rhaegar e Lyanna si erano sposati lecitamente, dopo l’ annullamento del matrimonio tra il Targaryen e Elia Martell? No, è stato necessario che glielo dicesse Sam. Ma costui non era distratto mentre la sua bella  Gilly (dov’è, a proposito?) gli leggeva i diari del maestro che aveva combinato annullamento e matrimonio, nella puntata precedente?
Nel pre-finale accade ciò che tutti i fan volevano/si aspettavano, l’accoppiamento Jon- Daenerys, zio e nipote. Però Tyrion non lo sa: perché fa quelle facce? O forse… lo sa? Questo lo scopriremo nella prossima serie.
Il finale è davvero epic: il Re degli Estranei cavalca sul drago zombi e con una bella fiammata blu disintegra la Barriera. Wow!
Bene, a parte tutto ciò, la stagione nel suo insieme ha avuto un buon ritmo, scene epiche, ripescaggi di storie/personaggi che sembravano sepolti/e , appassionante.

Cosa aspettarsi nella prossima stagione? Di sicuro un doppio parto, Cersei e Daenerys; molte morti eccellenti; probabilmente Jon / Aegon sul trono di spade  dopo aver vinto tutte le battaglie, contro i vivi e contro i morti. Qualcuno avanza l’ipotesi che Bran c’entri in qualche modo col Re della Notte, anzi siano la stessa persona, ma mi pare troppo assurdo e poco credibile. 



E la sacerdotessa rossa? Si rifarà … viva? Lo scopriremo tra un sacco di tempo: le ultime puntate sono previste tra due anni.


Forse zio George fa prima a sfornarci gli ultimi due libri…!



lunedì 4 settembre 2017



       RECENSIONE serie tv: BLACK MIRROR







Finalmente una serie di fantascienza coi controfiocchi! 
Black Mirror è fantascienza per lo più distopica, non si tratta di una space opera alla Battlestar Galattica: è ambientata sulla Terra, in un futuro non troppo lontano, anzi molto più vicino di quel che si pensi.
La serie, prodotta in UK dal 2011 (in Italia è stata trasmessa nel 2012), è antologica: ogni puntata è una storia a sé stante, slegata dalle altre,  quindi è possibile vedere le puntate anche non nell’ordine cronologico, o saltarne qualcuna, senza perdere il filo.
Unico comun denominatore, il tema: la degenerazione del rapporto tra l’uomo e i social media. La critica sociale è forte: come sta evolvendo la società contemporanea? Dove ci porteranno le nuove tecnologie? Ogni puntata mostra uno specchio sul futuro prossimo venturo.
 Ed è uno specchio nero, come quello spento degli schermi da cui siamo circondati.
La serie dimostra come le idee fantascientifiche non manchino, e vengano più dai britannici che dagli americani: questi ultimi hanno dalla parte loro la tecnica e i denari, ma poco coraggio oltre che poche idee. 
Non è una novità d'altronde: a partire dagli anni ’60 con il Doctor Who  i sudditi di Sua Maestà Britannica ci hanno donato ottime serie televisive e grandi personaggi: vorrei ricordare anche la mitica Spazio 1999. Non servono effetti speciali strabilianti per una buona storia, e questa serie ne è la dimostrazione.
Gli attori inglesi poi hanno una caratteristica che apprezzo molto rispetto ai loro colleghi d’oltreoceano: hanno facce comuni. Questo permette una migliore credibilità della storia e una maggiore identificazione coi personaggi, che potrebbero essere tranquillamente chiunque di noi.

Le puntate, ripeto, tutte autoconclusive, sono le seguenti.

1x01:”Messaggio al Primo Ministro”. Il Primo ministro britannico viene costretto a compiere un atto disgustoso in diretta tv per salvare la vita alla principessa della famiglia reale (immaginaria, non si tratta dei Windsor!). La puntata è un cazzotto allo stomaco e lascia scioccati; consiglio di vedere questa puntata non come prima: qualcuno è rimasto talmente disgustato da non voler proseguire la visione! Come pilot non è stato la scelta migliore. Una sceneggiatura davvero coraggiosa.
1x02: “15 milioni di celebrità”. Una delle mie puntate preferite: qui, in un futuro distopico, le persone pedalano senza sosta per produrre energia; più pedalano più hanno dei punteggi che serviranno loro per giocare coi loro avatar, oltre che per comprarsi il necessario per sopravvivere. Tutti sono perennemente circondati da schermi dove proiettano dei talent show e l’immancabile pubblicità; partecipare a uno di questi talent rappresenta lo scopo principale di vita di chiunque. Gli obesi sono emarginati, e si occupano solo di pulizie. Chiara la critica ai programmi d’intrattenimento dei giorni nostri, e non solo.
1x03: “Ricordi pericolosi”. In questo episodio il futuro è adesso. Tutti hanno un congegno impiantato in testa che permette loro di registrare e rivedere tutto ciò che hanno visto e sentito; questo incide pesantemente sulla vita dei protagonisti, marito e moglie, sia in ambito lavorativo che in ambito sentimentale. Qualcuno durante la puntata decide di farsi espiantare questo dispositivo. E voi che fareste?...

2x01:”Torna da me”, uno degli episodi a mio avviso meglio riusciti. Protagonista è una giovane coppia: lui muore, e lei decide di rivolgersi a una società che le restituirà una copia del fidanzato, traendo la sua personalità dalle tracce che aveva lasciato sui social, prima solo virtualmente e poi con un androide dalle sue fattezze…
2x02: “Orso bianco”, altro episodio memorabile. Una donna si risveglia in una stanza senza ricordare nulla; esce dalla casa, e nota delle persone che la riprendono coi loro dispositivi. A un tratto arriva un furgone, e un uomo scende e le spara. La giovane scappa; inizia a questo punto una vera e proprio a caccia grossa in cui lei è il bersaglio, mentre la gente continua a riprendere col telefono. Grossa sorpresa nel finale.
2x03: “Vota Waldo!” tratta di un comico fallito che anima un cartone animato a forma di orsetto blu che fa satira politica. Viene convinto a candidarsi alle elezioni, non lui, ma Waldo, che gode di enorme popolarità. In questa puntata c’è una forte satira politica, oltre che contro i programmi politici spazzatura.

Special di Natale, “Bianco Natale”. Due uomini, Matt e Joe, vivono in una casetta tra le nevi da cinque anni. Tramite flashback, scopriamo che siamo in un futuro dove la gente si connette a internet con un dispositivo che hanno negli occhi; Matt lavorava dietro le quinte, aiutando con questo meccanismo gli uomini a rimorchiare, poi trasmetteva le immagini degli incontri sessuali che ne derivavano in streaming  a un ulteriore gruppo che le guardava e commentava, ovviamente all’insaputa delle coppie. Una sera un tipo seguito da Matt incontra una che lo porta a casa sua e decide che devono morire insieme. Nel secondo flashback, Matt ha a che fare con Greta, rivelandole che è un cookie, un ricordo digitale di una persona vera. Nel 3° flashback, seguiamo la storia di Joe e la moglie che è incinta, non vuole il loro figlio e scompare.
L’episodio ha ottimi spunti, ma non è tra i miei preferiti, anche per un finale non all’altezza. Forse era meglio realizzare tre episodi distinti.


3x01: “Caduta libera”, un altro dei miei episodi preferiti. Una donna vive in un mondo in cui si è continuamente votati dal prossimo tramite telefonini e dispositivi ottici: l’indice di gradimento alto è indispensabile anche per accedere a servizi di vario genere nella vita di tutti i giorni. Lei ha un punteggio basso; un giorno una sua amica di scuola dal punteggio alto la contatta perché le faccia da damigella d’onore, Qui la poveretta incappa in una serie di sventure. Grossa satira rivolta a Facebook e a tutti i servizi in cui gli utenti mettono like e stellette varie.
3x02: “Giochi pericolosi” Un giovane fa da beta tester per una serie di videogiochi. Episodio non male, a tratti horror, che però poteva essere meglio gestito in quanto rimane sempre un po’ ibrido.
3x03: “Zitto e balla”. Un ragazzo scarica non volendolo un malware nel suo pc; da qui inizierà un vero e proprio incubo, in quanto sarà costretto a fare delle cose via via sempre più terribili per non essere sputtanato riguardo un segreto. Il finale è a sorpresa. Inquietante il parallelo, seppur parziale, con il famigerato Blue Whale.
3x04: “San Junipero”,  uno degli episodi migliori, che narra la storia d’amore tra due donne, che si cercano viaggiando nel tempo. Pian piano si scopre la verità dolceamara, con un finale inaspettato e struggente. Questo episodio ha vinto un premio.
3x05: “Gli uomini e il fuoco”. Stipe è un sodato ipertecnologico che deve sterminare alcune orrende creature dette “parassiti”. Il suo chip però ha un difetto, e vede le cose diversamente… Puntata che mi ricorda qualcosa, non originalissima.
3x06”: “Odio universale”. Puntata lunghissima, quasi un film. Una detective indaga sulla morte di una giornalista, avvenuta a causa di un IDA cioè un insetto drone utilizzato per salvaguardare le api. Non mi è piaciuta particolarmente.

E la 4° stagione? Già in lavorazione! Ancora non si sa l’uscita su Netflix, però sono noti titoli di 6 episodi e trama:

4x01, diretto da Jodie Foster: “Arkangel”, un intrigo familiare.
4x02: “Uss Callister”, una nave spaziale (finalmente!).
4x03:”Crocodile”, ambientato in un motel tra le nevi (mi ricorda qualcisa…)
4x04: “Hang the dj” verterà ancora su coppie e tecnologia, un leit-motiv della serie;
4x05: “Metalhead”: qui avremo un robot malvagio.
4x06: “Black Museum” , su uno strano museo.

È stato anche rilasciato un teaser:



Non vi sale l’HYPE???







martedì 22 agosto 2017

              The Man in the High Castle – serie tv (I stagione) e romanzo






Autore: Philip K. Dick
Genere: ucronia, fantascienza, drammatico
Editore romanzo: Fanucci, collana Tif
Serie tv: su Amazon Prime video
N. pagine: 304
Link romanzo: Amazon
N. puntate Ia stagione: 10



Appena vidi nel 2014 in libreria questo romanzo di Dick, genio assoluto della fantascienza e non solo, uscito la prima volta nel 1963 e vincitore del premio Hugo nel ‘65 e rieditato da Fanucci, non ho potuto fare a meno di acquistarlo;  quando ho di recente scoperto che ne avevano tratto una serie tv mi sono fomentata moltissimo, anche se ci ho messo un po’ a vederla causa intasamento serie  da vedere… ^.^
L'ucronia è uno dei miei sottogeneri preferiti; per una disquisizione sul tema, consiglio questo articolo sul blog I mondi fantastici di Alessio Del Debbio.

Debbo dire che a mio avviso è uno dei pochi casi in cui l’adattamento per lo schermo di un romanzo sia migliore del libro.

Il nucleo della storia immaginata da Dick è la vittoria delle forze dell’Asse durante la 2° guerra mondiale, con conseguente spartizione del mondo tra Germania e Giappone, mentre all’Italia solo briciole (grazie! Pure nella fantascienza non contiamo un tubo); l’Africa è un deserto, mentre gli USA sono divisi tra le due superpotenze, a Ovest il Giappone e a Est il Reich, con al centro una zona neutrale. La Germania ha però in mente di distruggere il Giappone, mentre sta già inviando razzi su Marte.
In tutto ciò due libri hanno un ruolo fondamentale: l’I Ching, testo profetico a cui i Giapponesi danno grande importanza, e soprattutto La cavalletta non si rialzerà, ucronia di tale Hawtorne Abendsen in cui il Reich e i suoi alleati vengono sconfitti.
In questo scenario si muovono vari personaggi: l’orafo ebreo Frank Frink, la sua ex moglie Juliana insegnante di arti marziali, Robert Childan, antiquario di oggetti americani tipici (a volte fasulli),  l’imprenditore svedese Baynes, il funzionario giapponese Tagomi, Joe Cinnadella, immigrato italiano a cui è stato affidato l’assassinio di Abendsen.



A chi ha visto solo la serie tv, tutto ciò non risulterà più di tanto. La serie infatti è fortemente ispirata al libro, ma non ne ricalca fedelmente la trama, anzi la amplia, la modifica, aggiunge altri personaggi, coinvolgendo lo spettatore in un vortice di avvenimenti pur non essendo una serie action, affascinandolo con i misteriosi film dell’Uomo nell’alto castello. Già, perché qui non si tratta di uno scrittore, ma di un misterioso individuo che produce pellicole in cui viene mostrato un altro mondo, dove gli Alleati hanno sconfitto l’Asse.
Frank e Juliana sono fidanzati, lei è  una allieva di arti marziali di San Francisco e viene coinvolta nell’intrigo perché la sorella le consegna prima di morire una delle pellicole incriminate. Juliana entra così a far parte della Resistenza. Joe non è italiano, è una spia nazista ambigua e forse doppiogiochista, al soldo dell’Obergruppenfürher  John Smith. Gli altri personaggi sono più o meno come nel romanzo, ma sono  amalgamati nella trama in maniera migliore rispetto al libro, che a un certo punto inizia a diventare confuso e di non facile lettura con l’accavallarsi dei due romanzi, quello vero e proprio e quello di Abendsen (pseudobiblium). A parte questa trovata, Dick riesce a creare una storia assolutamente verosimile, il cui snodo è nel 1941, in cui le forze dell’Asse sbaragliano i nemici. 


Nel corso delle puntate c’è spazio per tutti i personaggi, i colpi di scena si susseguono e l’ambientazione in un mondo nazista è perfettamente riuscita. La fotografia è ottima e anche il casting, i costumi e la colonna sonora. Il coinvolgimento è assicurato!
Il libro era destinato a avere un seguito, ma non è mai stato scritto; nell’edizione di Fanucci ci sono però due capitoli supplementari che spiegano alcune cose,  utilizzate anche per il finale di stagione seppure in maniera diversa.
Il libro pur se complesso e poco scorrevole merita una lettura; la serie tv è imperdibile, e non vedo l’ora di recuperare la II stagione!



venerdì 4 agosto 2017




Recensione fumetto: Lande percorse- La grande guerra 1




Genere: Fumetto epic fantasy, steampunk, avventura
Autori: Diego Romeo e Fabio Lucianetti
Editore: Astro
Prezzo di copertina: €11,90
Link:Amazon


Alla fine il giorno è giunto. I due imperi più potenti delle Lande percorse si danno battaglia sulle pianure a Sud di Neapolis. Entrambe le fazioni hanno schierato in campo le loro forze migliori. Cittadelle volanti, navi volanti, draghi, cavalieri e fanti, in quella che sarà ricordata dai bardi come la “Grande guerra”.
Un racconto epico, dal sapore steampunk, che vedrà eroi e uomini comuni lottare per i loro ideali. Uno scontro in cui bene e male perderanno ogni senso in cui solo la lealtà verso i propri amici sarà il faro da seguire, in mezzo alla tempesta delle armi.
Elfi e nani seppelliranno rancori atavici per allearsi con l’impero celeste e fronteggiare le orde dei pelle-verdi e dei giganti alleati al nero impero di Baal.
Uno scontro di cui neanche il più grande divinatore saprà prevedere l’esito.



L’idea di un fumetto italiano tratto da un romanzo fantasy italiano mi ha  entusiasmato appena ho saputo dell’uscita: finalmente!...

Conosco la saga ideata da Diego Romeo, Lande Percorse, anche se  ancora non l’ho letta nonostante abbia l’ebook,  eh eh! ^.^  Rimedierò! Il fumetto però si legge più agevolmente rispetto a un romanzo, tanto più che questo illustra solo la prima parte del tomo primo, quindi alla fine l’ho letto prima del libro.

Invece l’autore dei disegni, Lucianetti,  non lo conoscevo, ma quando ho letto il suo lunghissimo curriculum, soprattutto come artista, sono rimasta a bocca aperta: ha addirittura dipinto alcune vetrate policrome della Basilica di S. Antonio da Padova! 

Le tavole da lui disegnate  non hanno la classica composizione del fumetto: sono delle vere e proprie illustrazioni con didascalia o con qualche raro balloon, senza particolari limiti nell’utilizzo dello spazio della pagina. L’uso del B/N è magistrale, nelle  sfumature e nei  dettagli; ci sono delle tavole davvero bellissime. Lucianetti tende a marcare molto i tratti somatici dei personaggi, rendendoli molto caratteristici e particolari.

Diego Romeo ha dichiarato di aver messo nell’opera letteraria tutta la sua… nerditudine, quindi c’è un gran proliferare di draghi, elfi, nani e cavalieri che affollano le pagine della graphic novel.
Questo primo capitolo  s’intitola “La grande guerra”, e così è: dopo le prime pagine in cui si narra la genesi del Mondo creato da Romeo, si passa subito a grandi battaglie e combattimenti su tutti i fronti, cavalleria, fanteria  e navi davvero speciali, le cittadelle e i catamarani volanti,  astronavi  un po’ steampunk, che mi sono piaciute tantissimo. Di queste c’è anche una descrizione dettagliata per quanto riguarda il funzionamento e il meccanismo.
Come ogni romanzo del genere che si rispetti, ci sono i buoni e i cattivi, tra cui il dio-drago Baal: ecco... le povere divinità fenicie che hanno l’appellativo  Baal (= signore) ormai sembrano essere il nome simbolo di tutte le creature malvagie. Tra un po’ chiederanno i diritti di sfruttamento del nome! :-D

Per quanto riguarda i personaggi militari e le descrizioni belliche Diego Romeo usa nomi di tutte le provenienze, anche  di origine latino/romana, non solo quindi quelli di origine nordica tipici dei fantasy. Si evince da queste tavole il suo amore per le strategie e per i metodi di combattimento usati nelle varie epoche storiche; mi incuriosisce però quando parla di “falange macedone”. Perché in un mondo fantasy avrebbe dovuto esistere la Macedonia? Perplessità. Forse voleva indicare quello specifico tipo di falange, diversa dalle altre, ma non c’erano altri aggettivi. O sarà un indizio di qualche genere riguardo un eventuale collegamento col mondo reale?... Lo scopriremo solo leggendo!

Il protagonista  del fumetto è Hurik, quel guerriero che campeggia in copertina, e non posso fare a meno di notare quanto assomigli a Lucianetti stesso…  Ah ah ah! XD
La cover è d’impatto e coloratissima: a sinistra campeggia Hurik, a destra il drago tecnologico, fighissimo, e in alto un castello/fortezza volante.
Non so perché, ma osservando l’immagine ho come l’impressione che il guerriero abbia le gambe mozzate! Forse era meglio sfumare di più lo pterigio , o aggiungere le gambe almeno fino a dove la spada sembra liquefarsi… non so ma, ripeto, è una mia impressione.


Il finale di questo numero, il primo di nove, è davvero epic;  viene introdotto un nuovo personaggio che incuriosisce e promette assai bene per il seguito.

L’impressione generale che ho avuto dopo la lettura è che forse avrei dovuto leggere prima il romanzo e poi dedicarmi al fumetto, in quanto gli avvenimenti narrati sono molti, specie riguardo la genesi delle Lande Percorse, e troppa sintesi mi fa assaporare poco la storia, sebbene il tutto sia compensato dai bellissimi disegni e dalla meraviglia provata di fronte alla visionarietà di entrambi gli autori. Nondimeno, le scene di combattimento epiche sono molte, e faranno la felicità di chi ama battaglie e strategie; però io personalmente  ho empatizzato poco coi personaggi, dato che non ho avuto modo di conoscerli in maniera un po’ più approfondita  avendo letto solo delle loro imprese belliche.

Consiglio  il fumetto agli amanti del genere epic-fantasy e dello steampunk.

E ora, un’intervista all’autore Diego Romeo, per la prima volta ospite di IUF. 


1)  Ciao Diego, grazie per aver accettato l’intervista. Ti va di parlarci un po’ di te e dei tuoi romanzi?

Ciao Alessandra, grazie a te per il tuo invito e per aver voluto leggere e recensire il fumetto tratto dai miei romanzi fantasy.
Di me ti posso dire solo che sono un sognatore che non si arrende mai, forse non è la prima volta che senti dire questo a un autore, ma per me è così. Sono dislessico, cosa che mi ha provocato non poche difficoltà nella mia vita scolastica, ma nonostante questo mio problema è dall’età di 10 anni che ho iniziato a scrivere storie. Per me lo scrivere è un atto molto intimo con cui voglio entrare in contatto con chi mi legge per potergli trasmettere i miei sogni. Da questa necessità sono nati i miei romanzi fantasy, dalla voglia di creare un mondo fantastico dove portare tutti i miei amici.

2)  Com’è nata l’ idea della trasposizione a fumetti di Lande percorse?

L’idea in verità non è venuta da me (anche se ammetto che era una delle tante evoluzioni che speravo per la mia saga), ma dal maestro Lucianetti, che dopo aver letto il mio primo libro ha deciso di farne un fumetto. La cosa mi ha riempito d’orgoglio oltre che di gioia. Ora, sinceramente spero che il progetto piaccia a tanti e che il mio editore voglia continuare questa bella collaborazione.

3)  Com’è stato conoscere e lavorare con Lucianetti?

Conoscere il maestro Lucianetti è stata un’esperienza molto costruttiva. Non capita spesso di poter conoscere (e poi lavorare) con un artista del suo spessore. Da lui ho imparato tantissime cose, non solo sul fumetto, ma anche sullo scrivere sceneggiature per esempio. Quindi al di là del fumetto, posso dire di essere cresciuto molto grazie a lui.
Non nascondo che lavorare con lui è stato molto bello ma anche molto difficile. Per indole ed esperienza lui è un tipo molto preciso ed esigente sia con lui che con i suoi collaboratori (nella fattispecie con me) e la stessa passione che lui mette nel suo lavoro la esige anche negli altri. Ti lascio immaginare, quindi, cosa ha significato per me lavorare con lui. Ti racconto solo un aneddoto. Un pomeriggio lui mi chiama per discutere su alcune tavole (Lucianetti è di Padova e io sono di Roma). Abbiamo iniziato alle 17 circa e abbiamo finito alle 21 quando mia moglie disperata ha preteso di avermi a cena.

4)  Sei d’accordo sul fatto che un lettore del fumetto che non abbia letto i romanzi si possa trovare per certi versi un po’ confuso?

Decisamente sì! Gli avvenimenti sono molto veloci e dinamici e cambiano spesso di prospettiva. In un romanzo questo può essere agevolmente superato nelle trame della narrazione, ma in un fumetto è sicuramente più difficile. Soprattutto perché qui si parla di una trasposizione di un romanzo e non di un fumetto che nasce come tale. Per fortuna la maestria e l’esperienza di Lucianetti hanno mitigato molto questo problema a mio avviso. Anche l’idea di introdurre una parte descrittiva dell’ambientazione (cosa a cui io non avevo pensato) è stata una trovata di Lucianetti per facilitare l’utente nella lettura del fumetto.

5)  Mi togli la curiosità sulla falange macedone? Perché?...

Allora questa cosa è stata lo scenario di una grossa discussione fra me e Lucianetti. Lucianetti, oltre a tutto, è anche un grande esperto di tattiche militari e storie di guerra. Nel mio romanzo, avendo più liberta di descrizione, avevo descritto molto bene quella parte della battaglia, cosa che non poteva rendere altrettanto bene in fumetto. Dalla descrizione che io facevo, Lucianetti si è accorto subito che mi riferivo a quella particolare formazione, così ha deciso di introdurre quel termine anche se poteva sembrare non del tutto in linea con l’ambientazione creata da me. Io all’inizio ero scettico, se non del tutto contrario, ma poi, ovviamente, essendo lui il maestro, alla fine, ho dovuto piegarmi al suo volere.

6)  Grazie di esser stato con noi, alla prossima!


Il piacere è stato mio e non vedo l’ora di poter ritornare fra le vostre pagine.

martedì 25 luglio 2017



                  RECENSIONE : SAILOR MOON CRYSTAL TERZA STAGIONE







Come è usanza tipica della Rai, l’attesa terza stagione di Sailor Moon Crystal è andata in onda senza  preavviso ne’ pubblicità, cosicché per seguirla ho dovuto recuperare su Rai Play alcune puntate facendo salti mortali: per fortuna la serie è breve!

In questa serie, Usagi e le sue amiche se la devono vedere con  i Death Busters,  che vogliono recuperare i Cristalli del Cuore dalle persone pure, per poi arrivare al cristallo d'argento e far tornare Pharaoh 90; la novità principale consiste però nell’arrivo delle Outer Senshi, Sailor Uranus, Neptune e Saturn.

Come tutti sanno, la serie originale trasmessa da Mediaset negli anni 90 ha subito non dico tagli, ma un vero e proprio massacro, dalla terza stagione in poi. I tagli più drastici sono stati quelli riguardanti il rapporto sentimentale tra Sailor Uranus e Sailor Neptune , nonché in seguito quelli circa le transgender Sailor Starlight, ma non è questo il luogo per polemizzare sull’omofobia e genderfobia della tv italiana anni 90: in questa edizione della Rai non viene censurato nulla, neppure il bacio che Haruka, creduta un maschio, dà a Usagi, e nemmeno la sua relazione con Michiru (Neptune). Benissimo!



Anche in questo adattamento Saturn, Hotaru, è un personaggio chiave, e anche qui sarà importante la sua amicizia con Chibiusa; essendo questa serie più fedele al manga, Hotaru è anche un cyborg, perché da piccola stava per morire a causa di un incidente e il padre, che è uno scienziato dai loschi fini, l’ha trasformata per farla sopravvivere.
Nella serie ci sono anche Sailor Pluto, Tuxedo Mask e i gattini, la banda al completo insomma.

Rispetto alle prime due serie Crystal, si fa un uso molto minore delle CG, i personaggi sono più corrispondenti alle caratteristiche loro specifiche (Usagi e Minako fanno le loro facce manga buffissime), ci sono molti siparietti e tutti hanno un loro spazio all’interno della storia, seppur sintetizzata al massimo, e non come nelle serie precedenti in cui le altre Sailor si vedono poco e il loro rapporto con Usagi non era ben sottolineato. Qui è tutto molto più corale.
Decisamente un passo avanti: nonostante la brevità la sintesi è stata ottima, tutti gli aspetti sono ben amalgamati :combattimenti, misteri, sentimenti, turbamenti, trasformazioni sono ben rappresentati da una veste grafica migliore, come si è detto con meno CG, con un buon ritmo.
Belle le musiche; la sigla di testa non mi ha fatto invece impazzire, né la canzone italiana né le scene.
Ottimo il doppiaggio.



Visto il buon successo di questa terza stagione, in cui gli autori hanno calibrato meglio il tutto, si vocifera di una quarta stagione.

E noi non possiamo che esserne lieti! 



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